Per valutare l'operazione non basta sommare ricavi europei. Il cruscotto italiano deve distinguere almeno sette grandezze:

  • ricavi e margini generati da programmi guidati o realizzati in Italia;
  • backlog attribuito ai singoli siti e durata della copertura;
  • R&S e capex localizzati, inclusi impianti e qualifiche;
  • valore e titolarità della proprietà intellettuale;
  • spesa verso fornitori italiani, tempi di pagamento e concentrazione cliente;
  • costi una tantum di carve-out e integrazione, separati dalle sinergie ricorrenti;
  • base imponibile, occupazione qualificata e capacità di esportazione preservate in Italia.

CRITERIO Una sinergia non è neutra: occorre sapere quale costo elimina, in quale Paese, con quale effetto su capacità e ricavi futuri. Il risparmio che distrugge una competenza critica può migliorare l'EBIT di breve periodo e ridurre il valore strategico di lungo periodo.