Il caso estremo, qualificato anche come gravissimo nel focus torinese, cumula shock di domanda e trasferimento di autorità: forte revisione o slittamento di più programmi; sito guida estero per habitat o sistemi di esplorazione; perdita della guida delle nuove offerte; make-or-buy sfavorevole; mancata saturazione degli investimenti torinesi; limitata capacità di ricollocazione nelle altre attività italiane.

Il sito perderebbe 380–580 FTE rispetto al controfattuale e la filiera 300–540, per 680–1.120 complessivi. Dopo l'esaurimento delle leve conservative, 180–360 uscite dirette potrebbero diventare possibili. In questa coda rientrano potenziali licenziamenti individuali o collettivi soltanto se confronto con le rappresentanze dei lavoratori, ricollocazioni, ammortizzatori e soluzioni volontarie non risultassero sufficienti. Non è un annuncio: è il limite che le garanzie devono rendere non raggiungibile.

Il danno sarebbe più ampio dei posti persi. Si ridurrebbero ricavi e margini italiani, ordini alle PMI, utilizzo di F70/FSW3, capacità di attrarre programmi ASI/ESA, massa critica di ALTEC e potere negoziale sul post-ISS. La perdita di team integrati e knowledge tacito sarebbe difficilmente reversibile: ricostruirli richiederebbe anni, nuovi programmi e costi pubblici.

DimensioneEffetto estremo (gravissimo)Conseguenza di sistema
Fabbricacapacità ampiamente sottoutilizzatacosti fissi, minore competitività e rischio di ulteriori razionalizzazioni
Tecnologiadesign authority e roadmap esteredipendenza e perdita della prossima generazione di prodotto
Lavoro380–580 FTE sito; 180–360 uscite possibilierosione di competenze e reddito territoriale
Filiera300–540 FTE-equivalenti in menocrisi di PMI mono-cliente e dispersione di fornitori qualificati
Finanza−€ 390 / −890 mln di contenuto cumulatominori margini, imposte, R&S e capitale circolante
Politica spazialegeoreturn senza massa industrialeminore capacità di convertire spesa pubblica in valore nazionale