Lo scenario grave richiede la combinazione di più eventi: centralizzazione di product line o bid leadership; riduzione degli acquisti italiani; rinvio di almeno un programma di esplorazione; mancata saturazione dei nuovi asset; assorbimento inferiore al necessario. Non deriva da una singola efficienza amministrativa.
Lo scenario estremo aggiunge una discontinuità di domanda — forte revisione di programmi lunari, ritardi prolungati post-ISS o perdita di grandi gare EO — e una governance che utilizza la capacità estera come sito guida. È un caso limite costruito per dimensionare le protezioni. La sua plausibilità cresce solo se diversi indicatori deteriorano insieme e per più trimestri.
Le uscite involontarie sono quindi l'ultimo anello. Prima possono comparire blocco delle assunzioni, riduzione dei somministrati e consulenti, mancato rinnovo dei contratti, turnover non sostituito, trasferimenti interni, mobilità geografica e riduzione di ordini. Per la filiera, tuttavia, l'effetto può essere più rapido: il contratto commerciale termina prima che nel prime si apra una procedura collettiva.
INTERPRETAZIONE CORRETTA Lo scenario non dice che vi saranno 1.060 licenziamenti. Dice che, in un caso limite e senza sufficiente reimpiego, fino a quell'ordine di grandezza di posizioni dirette e indirette potrebbe tradursi in uscite involontarie. La funzione della politica industriale è impedire che i trigger si cumulino.