La responsabilità politica più diretta ricade su Adolfo Urso non per la sola carica di Ministro, ma perché il DPCM 21 novembre 2022 gli ha delegato le funzioni del Presidente del Consiglio nel coordinamento delle politiche e dei programmi spaziali. La legge gli mette a disposizione, attraverso il circuito COMINT–Ufficio spazio–ASI, poteri di impulso e coordinamento che toccano indirizzi industriali, investimenti, competitività delle PMI, priorità europee e valutazione dei ritorni sociali, strategici ed economici. Dopo avere sostenuto pubblicamente Bromo come progetto europeo, Urso deve quindi mostrare il mandato impartito, il passaggio collegiale, la baseline italiana, le condizioni negoziate e il sistema di rimedi. In assenza di queste prove, non sarebbe credibile descrivere gli effetti negativi come eventi totalmente esterni alla sua sfera politica. [R04–R05, R41, R80–R84]

La Presidenza del Consiglio conserva una responsabilità distinta e superiore di unità dell'azione di Governo. La delega individua chi esercita le funzioni sullo spazio, ma l'Ufficio di supporto resta a Palazzo Chigi e il dossier coinvolge MEF, Difesa, MAECI, MUR, ASI, sicurezza economica e programmi europei. Se i Ministeri non convergono, se Urso non ottiene i dati o se restano irrisolti conflitti su azionariato, risorse e asset strategici, la Presidenza deve arbitrare e rendere identificabile la decisione. Un closing raggiunto con posizioni pubbliche favorevoli ma senza fascicolo unico, red lines e titolare dei rimedi configurerebbe un problema di coordinamento imputabile anche a Palazzo Chigi. [R40–R42, R80–R83]

Dentro il MIMIT, la responsabilità segue tre verifiche consecutive. Primo: Urso deve assegnare obiettivi, condizioni e scadenze e portarli, quando necessario, nel COMINT. Secondo: Federico Eichberg e Mattia Losego devono garantire, nei rispettivi ruoli di Gabinetto e Segreteria tecnica, che dati e alternative diventino un fascicolo decidibile e un registro degli esiti. Terzo: Marco Calabrò deve coordinare il Dipartimento imprese; Paolo Casalino deve costruire la posizione di politica industriale; Daniele Rossi deve produrre la baseline tecnica per siti, programmi, autorità progettuale, carichi, IP, investimenti, fornitori e persone. Se manca il mandato, il vuoto è politico; se manca il fascicolo, è istruttorio; se il fascicolo esiste ma non produce una scelta, la responsabilità torna al decisore. [R62–R66, R71–R72]

Giuseppe Bronzino, Antonio Cuoco e Giovanni Savini devono essere coinvolti sulle opzioni di incentivo, capitale e investimento; le deleghe di Fausta Bergamotto e Valentino Valentini diventano pertinenti per crisi, riconversioni, capex e programmi europei. Il PIAO e la gestione della legge 808 mostrano che il Ministero dispone già di leve e processi nell'aerospazio: non garantiscono un potere autonomo sul workshare, ma rendono insufficiente una risposta limitata a dichiarazioni di principio. Sono responsabilità diverse e, per i dirigenti, responsabilità d'ufficio, non imputazioni politiche personali. [R66–R70, R78–R79]

Mario Cospito risponde soltanto nei limiti del mandato diplomatico documentato e del periodo concluso formalmente il 31 maggio 2026: le fonti non provano poteri autonomi su Bromo o sul buy-and-build. Massimo Comparini risponde, nei limiti dei ruoli manageriali e collegiali, della posizione industriale italiana e della qualità dei dati e delle garanzie portati agli organi. [R44–R46, R71]

Andrea Mascaretti e l'Intergruppo parlamentare non possono assegnare commesse, ma possono rendere politicamente costoso non rispondere. La loro responsabilità è trasformare attenzione ed eventi in audizioni, interrogazioni, risoluzioni e monitoraggio. Aver promosso gli Stati Generali e seguito la legge sulla space economy è un'attività concreta; tuttavia, nelle fonti esaminate, il calendario delle sedici tappe è più visibile di un calendario di atti specifici su Bromo. L'ironia termina dove comincia l'accountability: gli eventi sono utili, ma il badge di ingresso non è una garanzia occupazionale. [R73–R77]

Queste attribuzioni non sono accuse di illecito. Sono una richiesta democratica e sociale di tracciabilità. Chi aveva un potere deve esibire l'atto coerente con quel potere; chi non aveva potere esecutivo deve mostrare come ha esercitato controllo, proposta e pressione pubblica.